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LIBERTA' di domenica 5 marzo 2006 > Piacenza

Alla "Romagnosi" la conferenza del trader Eugenio Benetazzo
Petrolio e dollaro, le crisi in arrivo
«Come difendersi dal nuovo 1929»

All rights reserved to legal owner.(i.mol) I mutamenti epocali che attendono i risparmiatori nei prossimi anni affondano le loro radici a partire dalla crisi del dollaro di fronte all'affermarsi della moneta unica europea. Non solo, il livello dell'indebitamento statunitense, oggi ai massimi storici, e l'arrivo al picco di produzione massima del petrolio (oltre al quale non c'è altro che un aumento incontrollato dei prezzi), faranno sentire i loro effetti anche in Italia. Ne ha parlato ieri Eugenio Benetazzo, trader e operatore di borsa indipendente, che ieri alla libreria internazionale Romagnosi. E pensando al futuro l'esperto economista ha affrontato il tema delle conseguenze dello scenario possibile: «una forte deflazione delle borse e la creazione di un mercato immobiliare gonfiato», oltre a problemi a cascata nei trasporti e nelle produzioni agro-industriali. Ma la soluzione c'è, sostiene Benetazzo: fuggire dai titoli di Stato e dagli investimenti quotati in dollari o immobiliari, per privilegiare i prodotti auriferi, terreni e obbligazioni strutturate a capitale protetto e rendimento garantito.
«Nei prossimi anni assisteremo a grandi cambiamenti valutari ed energetici - ha spiegato -. Il raggiungimento del picco della massima produzione petrolifera, ci consentirà non più di tre-quattro anni di autonomia e benessere. Poi si assisterà ad un'impennata del costo del greggio. La conseguenza più estrema sarà una contrazione della popolazione, una tendenza alla diminuzione per la mancanza di fonti di energia». Benetazzo ha ricordato che attualmente la produzione di greggio sta scendendo del 4% ogni anno, mentre la domanda sale del 5%, forte dell'incremento dei paesi emergenti India e Cina.
Nel suo intervento, Benetazzo ha anche ventilato alcune ipotesi sull'interessamento americano alla guerra in Iraq, per contrasto ad una paventata supremazia monetaria dell'euro nelle transazioni mondiali. «Oggi gli Stati Uniti sono il paese più indebitato del pianeta: nel 1929 il debito americano sul prodotto interno lordo era del 240% ora ha sconfinato il 300% - ha speigato-. L' euro e l'oro sono diventati strumenti alternativi per la preservazione della ricchezza precostituita».
Benetazzo tra le soluzioni possibili a questi scenari poco confortanti, individua soprattutto investimenti nel mercato dell'oro. «Il prodotto aureo negli ultimi diciotto mesi ha conosciuto una forte impennata», ha ricordato. Ieri Benetazzo, autore anche del libro "Duri e puri, aspettando un nuovo 1929", ha spiegato le ragioni del titolo della sua opera: «Le prospettive che si aprono sono del tutto inedite, con conseguenze ancora più gravi rispetto al passato».
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