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Biografia, Davide Porru
Davide Porru nasce il 10 aprile del 1985 a San Gavino Monreale (CA). A tre anni fa il suo ingresso nella Scuola Materna Cottolengo, a quattro passa al Cenacolo. A cinque anni si dedica allo judo, disciplina che frequenterà con dedizione e discreti risultati fino a tredici anni (diversi titoli regionali), quando decide di ritirarsi mentre preparava l’ esame per la cintura marrone. A sei anni entra nella Scuola Elementare di Via Convento, dove si distingue per l’ impedire un regolare svolgimento delle lezioni. I voti sono ottimi, ma con l’ ingresso nella nuova realtà, la Scuola Media San Domenico Savio il rendimento cala. A sette anni, dopo un lungo tirocinio in strada, veste la maglia della sua prima squadra di calcio: l’ Ambrosiana. Sarà poi il turno della Sangavinese, dove militerà per 6 stagioni, con ottimi risultati, poi una stagione negli Allievi della Nuova Monreale, l’ ultima, a malincuore, a causa di incomprensioni col suo allenatore (che lo schiera centravanti, ma lui si ritiene una mezzapunta). L’ anno successivo diviene arbitro di calcio Figc, e per la sezione Aia di Oristano si appresta a cominciare la sua quarta stagione. A 14 anni il Liceo Scientifico Guglielmo Marconi di San Gavino Monreale è la sua scuola. Il biennio viene superato con tre debiti formativi, ma la terza è uno scoglio insuperabile: la ripete ben tre volte. Dopo due bocciature (la seconda discutibile e discussa), il terzo anno è quello buono. Era ora. Ma dopo un solo quadrimestre e poco più nella classe quarta, Davide, ormai affezionato ai vari Dante, Socrate e Mendel tipici del programma di terza, decide di abbandonare la cara scuola per trovare la propria dimensione nella Scuola Paritaria Centro Studi Cassino di Oristano, una scelta grazie alla quale ha la fortuna di ritrovarsi con maggiore tempo libero da dedicare ad un hobby prima mai coltivato in maniera approfondita: la scrittura. Durante la lunga militanza nella scuola pubblica, i genitori di Davide erano soliti sentirsi dire: <<Davide ha grandi capacità, ma non le utilizza. Io glielo dico sempre ma… a lui non interessa. Dargli la sufficienza è meschino, per cui se la merita gli do cinque perché lui è da otto, e se merita sette gli do sei.>>, ma Davide: <<Giusto! Se il suo stipendio è 1500 euro le devono dare 1400, perché lei è da 1700 euro, e se merita 1600 le devono dare 1500.>> Nel 2002 fa la sua prima esperienza lavorativa estiva presso i supermercati Nonna Isa, dove si stabilisce per quattro mesi. L’ estate successiva è la volta del Forte Village Resort di Santa Margherita di Pula, dove fa il cameriere per due mesi. In seguito, nuovamente due mesi alla Nonna Isa nel 2004 e 15 giorni non all’ altezza nel 2005. Keta viene completato definitivamente in 70 giorni compresi tra marzo e maggio 2005. Si rivolge quindi a diverse case editrici, ma la più determinata è La Riflessione Editrice di Cagliari, che ne detiene i diritti per una prima tiratura di tre mila copie. A chi ritiene che Keta sia un’ opera autobiografica, Davide risponde: <<Prima di tutto il mio nome non è Jonathan. Secondo, non ho ancora vissuto nel 2007. Keta è un insieme di fantasie, esperienze, passioni e rabbia, ispirazioni dalla realtà quotidiana, con contaminazioni di proprie morali e pensieri convinti>>. |