Invito a un romanzo

 

“Le mie sono storie che nascono quasi per forza, da uno sguardo sugli anonimi avvenimenti che toccano l’esistere quotidiano, ma vivono di un carattere insolito, l’immancabile dettaglio che stravolge il tutto.

In questo senso, IL VETRO GOBBO è il romanzo mio più diretto e sincero, il meno preparato, quello scritto così come m’è uscito dalla mano.

Esso è la storia di una donna e di come questa donna vede la vita; ma è un uomo a raccontarla, così diventa pure la sua storia, e di come quest’uomo vede quella donna. Insieme, quindi, rappresenta il compromesso tra due differenti letture di un’unica realtà: quella che, in termini fin troppo abusati, si definirebbe come malattia del vivere. Un male per il quale l’unica, efficace medicina, sovente sembra non essere nella disponibilità degli Uomini…

Allora, ecco sorgere il sentimento dell’attesa e, dalla nostalgia per l’adolescenza e le sue speranze, quel sottile scontento per la realtà adulta che riconosce la facile inadeguatezza della vita comune alle proprie aspettative, e a quelle degli altri nei nostri confronti. Nel tentativo di trovare qualcosa con cui rinnovare il proprio modo d’essere, di darsi la misura di una vita, ma spesso riuscendo soltanto a sfiorare i loro obiettivi, i personaggi vivono l’intimo disagio di non saper possedere appieno ciò che amano, o che essi vorrebbero amare. Il senso del loro confronto, darà modo ai protagonisti di ripensare le proprie esistenze in termini non consueti.

La copertina stessa del libro – una mia semplice composizione – vuol rappresentare in un’immagine il contenuto ed il senso del romanzo. Vale a dire che, al di là dei condizionamenti che inducono ad una forzata visione negativa delle cose (la finestra squadrata e nera), dalla quale la realtà traspare in una forma distorta (il muro e la scala), questa stessa realtà può avere un aspetto più rasserenante (il cielo azzurro ed il sole), ma per comprendere ciò spesso bisogna essere disposti ad affrontare un percorso sempre in salita (di nuovo la scala) fatto di ostacoli da superare, barriere di differente complessità (ancora il muro, e i gradini di diversa misura).

Infine, un augurio ai pazienti lettori: l’augurio di una lettura differente”.

L’autore, Alessandro Bertolli