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La Sicilia del 27 giugno 2005
Piazza Armerina, mercoledì la presentazione del libro
Incontro alla biblioteca con Giordano
per parlare di viaggi nella memoria
Piazza Armerina. Antica cartolibreria Di Prossimo, Mediterraneo
forpeace.it, Assessorato alla cultura e biblioteca della città di Piazza
Armerina, presentano il romanzo di Salvatore Giordano a titolo «Più a sud
verso la Sicilia». Un libero ricordo impertinente pubblicato dalla
editrice La Riflessione di Cagliari che lo ha già presentato al Salone
internazionale del libro di Torino tenutosi lo scorso mese di maggio. La
cerimonia di presentazione avverrà il prossimo 29 giugno alle 17 nella
sala conferenza della biblioteca comunale di Piazza Armerina dove i
lettori potranno incontrare l'autore. L'opera sarà presentata dal prof.
Benedetto Trigona e da Piero Di Prossimo che annuncerà altre iniziative
culturali in preparazione nella città dei mosaici. Il libro, dopo una
iniziale distribuzione avvenuta su internet, è presente da qualche giorno
nelle librerie di tutto il territorio nazionale.
L'autore, Salvatore Giordano, è un sociologo originario di Barrafranca che
da anni vive a Piazza Armerina dove insegna Scienze sociali al liceo di
via Padova. Il libro è un “romanzo breve” in cui il protagonista, un
anziano ma energico professore siciliano ormai in pensione (ma non ancora
“a riposo”) che nella vita ha raggiunto un discreto e appagante successo,
ricostruisce un suo viaggio in autostop di quando era giovane e
squattrinato. Il bisogno di ripristinare nella sua mente dei fatti caduti
nel dimenticatoio è solo un inconsapevole impertinente pretesto attraverso
il quale giungere a una sottile riflessione sulla sua esistenza che lo
spingerà poi, in un finale inaspettato, a meditare sulle proprie
ambizioni.
Il viaggio negli abissi profondi della memoria, spesso ingannevole, si
presenta solo apparentemente come una introspezione; infatti questo suo
lungo lavorio, carico di suspense e di empatica partecipazione, si delinea
al lettore tramite il vissuto e i fatti che il protagonista va via via
riversando nella narrazione. Insomma la "personalità" e l'identità del
personaggio principale, come anche di quelli minori e comprimari, vengono
fuori dalla dettagliata narrazione descrittiva dei rapporti sociali e
affettivi che hanno contribuito a forgiarle. Emerge altresì un ritratto
benevolmente critico, ma nient'affatto nostalgico, dell'Italia dei primi
anni sessanta spesso accostata e messa in parallelo con il mondo di oggi
da cui differisce per l'odierna accresciuta complessità della realtà
sociale.
Pie. can. |