Intervista al giovane scrittore Michael Nicolosi, 19enne sangiulianese Un giovane con la passione di scrivere... Compirà 19 anni alla fine di giugno, Michael Nicolosi, un giovane sangiulianese, cresciuto nel nostro territorio. Ha frequentato la scuola media a San Donato Milanese dove la sua insegnante di lettere, prof. Giovanna Floriddia, ha saputo individuare e coltivare un seme che presto avrebbe dato i suoi frutti. Michael, infatti, si iscriveva al liceo classico e a 16 anni iniziava a scrivere il suo primo libro, rimasto inedito per la mole, 400 pagine di fantascienza, "Heiligtum, il santuario: 2178". Il secondo, invece, "La ragazza dagli occhi egiziani", scritto a 17 anni, ha meritato 'l'attenzione della casa editrice "La Riflessione - Davide Zedda Editore" e ha visto la luce a gennaio 2005. 1 suoi 18 anni hanno prodotto "I diari di Arthur Le May", un dramma di 140 pagine, per il quale è prevista la pubblicazione fra novembre e febbraio 2006 e un breve racconto sulla sfera del paranormale, "La strana luce di Jean Tairel", ancora inedito. Abbiamo chiesto a Michael di parlarci un po' di sé e del suo libro "La ragazza dagli occhi egiziani". D. -Com'è nata questa tua passione? R. -Fin da piccolo nutrivo grande interesse per il cinema e i film, per l'arte di raccontare e i diversi modi di recitare a cui ho unito l'amore per la lettura di romanzi. Nel mio percorso scolastico ho apprezzato molto Calvino e Orwell, ma ho letto tutto ciò che mi pareva potesse farmi provare emozioni. Dal leggere allo scrivere il passo è stato breve. D. - Ci vuoi Parlare del tuo primo successo? R. -Il titolo “La ragazza dagli occhi egiziani” è il soprannome che il protagonista, Matt, conferisce al suo primo amore. Matt è un ragazzo solo che conduce una vita chiusa e schiva. Il reincontro con lei, conosciuta in adolescenza e poi perduta di vista, lo porterà ad imboccare una via senza uscita. C'è una frase ripetuta che lo assilla: "io non sono adatto". Matt si sente incapace di costruire rapporti interpersonali, sente mancare in sé quell'istinto primo che porta gli esseri viventi ad agire in una certa maniera con il fine della procreazione. E in questo quadro, l'incontro con "la ragazza dagli occhi egiziani è devastante. La sua tensione aumenta per qualcosa che non ha, ma che vorrebbe avere: egli desidera una persona che gli stia vicino che possa lenire quel suo 'male di vivere', di cui parlava Schopenhauer, ma non ce la fa... E questa tensione, questa solitudine portate all'estremo lo condurranno alla pazzia. D. -A chi hai dedicato il tuo libro? R. -Ai miei cari che mi hanno incoraggiato sempre. Hanno accettato di farmi frequentare le scuole serali per consentirmi di portare avanti questa mia passione. Mi hanno dato fiducia e di questo sono loro molto grato. D. -Quali idee per il futuro? R. -A giorni uscirà una raccolta di racconti di fantascienza che verrà pubblicata dal Premio letterario "C. Levi" di Torino. A settembre/ottobre è prevista l'uscita di un dramma di 150 pagine, dal titolo "Who wants to live 4ever" ("Chi vuole vivere per sempre"), edizione "Montedit". D. -Il tuo sogno? R. -Non mi definisco ancora 'scrittore', perché tale è chi si mantiene con la sua scrittura. Spero, però, di diventarlo. R.S.