L’UNIONE SARDA 24 SETTEMBRE 2005

 

SCAFFALE SARDO

UN VOLUME DI SHINTU E DALERCI

Briciole di felicità nella sfida per la vita

 

Raccontano in due, così come in due l’hanno intensamente vissuta e la vivono, la vicenda drammatica dell’incontro col cancro e di tutto ciò che significa, fisicamente e psicologicamente. E’ un racconto, quello che Anna Schintu e Nicola Dalerci hanno riversato nel volume Briciola di felicità edito da La Riflessione di Cagliari, che ha trovato nella semplicità la sua grande forza, la sua straordinaria capacità evocativa di paure e speranze, di sconforto e di fiducia, di coraggio e di impegno. E’ la storia di una vita messa a rischio dal male terribile, ma è anche una testimonianza sulla possibilità di lotta e quindi sulla necessità di rifiutare, in nome della vita appunto, l’inesorabilità di un destino annunciato. Per questo, il libro è stato scritto come “contributo a colmare quel vuoto di parole che troppo spesso circonda la parola cancro”. Il protagonista dovrebbe essere indicato, come si fa nel sottotitolo Il libro di Nicola, in Dalerci. E’ lui il narrante. E’ lui che nel luglio del 2002, artigiano non ancora quarantenne, scopre di essere ammalato. Ma, al di là delle due firme in testa alla prima pagina del volume, è protagonista anche la sua compagna Anna Schintu, giovane insegnante, prima fidanzata, ora moglie, che si rivela straordinaria nella totale condivisione del dramma, nella generosa determinazione per non cedere al male, per non lasciare nulla di intentato. Anche Anna, al fianco del suo uomo nell’altalena di incubi e speranze, continua a respingere l’ipotesi di una resa, a raccogliere ogni possibile “briciola di felicità”. Forse senza neppure rendersene conto, Anna Schintu e Nicola Dalerci, cha abitano ad Ossi, propongono in modo indiretto una chiave di lettura della loro vicenda e del racconto che ne hanno fatto nel volume: vita e vivere sono scritti con la V maiuscola, Vita e Vivere, come per dire, anzi gridare l’importanza di queste parole. E il perché è nelle righe e fra le righe della prima pagina: “Ai primi sintomi il mondo ti crolla addosso…è un attimo! Non dai più niente per scontato, inizi a pregare, ad amare, a capire, ad aiutare te stesso e gli altri. Inizi ad apprezzare ogni attimo: ogni sorriso, godi della più piccola delle gioie, del più forte dolore perché lo senti e se lo senti sei Vivo”. Nel racconto di Nicola Dalerci e Anna Schintu non mancano riferimenti ad esperienze molto negative lungo i percorsi della sanità pubblica: E c’è la rivelazione di una personale rivolta: dopo aver dato inutilmente fiducia  a tutto e tutti Nicola ha trovato il coraggio di dire basta e di decidere di scegliere autonomamente come curarsi. Davvero una toccante testimonianza umana di grande valore e di profondo significato.

 

Gianni Filippini